giovedì 21 settembre 2017

granola di noci pecan



Adoro fare colazione seduta sul divano, con la tazza in mano e allora mi serve qualcosa che non sia raggiungibile dai cani.

La tazza di yogurt fatto in casa e la granola sono un'ottima soluzione.
Questa in realtà la mangio anche così spiluccando da quel vasetto ed è buonissima.



Ho scoperto le noci pecan grazie alla mia mania per la cucina straniera e curiosando nella cucina americana ho visto ricette con queste noci.

Sono noci particolari che oltre al costo non indifferente hanno una notevole percentuale di calorie, composte da proteine (7%), fibra alimentare (7%), grassi saturi (7%), grassi polinsaturi (18%), grassi monoinsaturi (42%) minerali e vitamine: magnesio e manganese, potassio, fosforo, calcio, ferro, zinco, rame, selenio, tiamina, vitamina E, vitamina A, vitamina B e vitamina C.

La notevole quantità di grassi polinsaturi le rendono un magnifico anti ossidante naturale.

Sta di fatto che mia figlia ne mangia a manciate e me le chiede spesso…


Granola di noci Pecan


150 gr di fiocchi di avena integrale
200 gr tra noci pecan, noci normali e nocciole
50 gr tra semi di zucca e girasole

1 cucchiaino da caffè di cannella
1 cucchiaino da caffè di noce moscata
1 cucchiaino da te di sale (io ho usato quello dolce di Cervia)
60 gr di zucchero grezzo (io ho usato il muscobado)
60 gr di miele
180 gr di sciroppo di acero
250 gr di olio di cocco o di noce (comunque un olio dolce e poco aromatico)
Un bicchierino di rhum

Accendere il forno a 180 gradi ventilato oppure poi si cucinerà in fessura

Mescolare prima le parti secche, per mia comodità io ho preferito pestare al mortaio le noci e le nocciole grossolanamente.


















 


















In una ciotola mescolare spezie, zucchero, sale e liquidi. Aggiungere il composto alle “polveri” si fa per dire e mescolare fino a una completa distribuzione  del composto stesso.


 


















Stendere un foglio di carta da forno e adagiare sopra l’impasto, infornare per un periodo che va da 10 a 15 minuti a seconda del vostro forno.

Tirare fuori, aspettare che si freddi e procedere a sgranarla oppure se preferite si possono ricavare delle gustose barrette.











sabato 16 settembre 2017

involtini di melanzane in vaso cottura




Silvia vuoi le melanzanine?  Si mamma grazie.

E ne arrivarono 4 kili e mezzo....

Mamma al mercato ha colpito ancora, il problema non è i kili in sè di prodotto ma il tempo impiegato a lavare le melanzane e a prepararle... ma erano buonissime e ne valeva la pena.

Per melanzanine noi (mamma e io) intendiamo quelle lunghe e strette tipo sigari, a volte potrebbero sembrare fatte in economia ma sono davvero buone e senza semi, a volte si possono anche friggere in padella e mangiarle così calde calde e salate.

Le ho preparate quasi tutte in vaso cottura tranne un kiletto che ho semplicemente saltato in padella con olio e aglio.

Prendere le melanzane, tagliarle a metà per la lunghezza cercando di non incidere fino alla fine la melanzana in modo da poterla aprire e poterla sfruttare nella sua lunghezza fino ad appiattirla.

Questa volta non ho salato in quanto, non dovendo aggiungere acqua in cottura, mi serviva che fossero umide e rilasciassero acqua.

Appiattire le melanzane, pepare e spolverare con un po' di formaggio grattuggiato saporito, per cui se piace va benissimo il pecorino, piuttosto che un piave stravecchio, oppure anche un erborinato se piace, basta che sia saporito per bilanciare i gusti.


Ho aggiunto dei pomodorini ciliagino bucherellati in modo che anche loro in cottura rilasciassero liquidi e dei capperi, questa volta li avevo solo sott'aceto ma preferisco quelli salati.

Fare finta di adagiare in modo decorativo gli involtini nel vaso aggiungendo un filo di olio sopra, se piace si può mettere delll'origano, oppure della menta, o del timo, quello che più vi piace.

Spolverare con dell'alro formaggio sopra.

Cucinare in forno micronde per 10 minuti a 800 w.

giovedì 14 settembre 2017

risi e bisi



E' una delle ricette tipiche della tavole veneziane, ogni famiglia la fa a modo suo e spesso è a occhio.
Questa famosissima ricetta è facilissima da fare ma la cosa più importante è che ci siano i piselli freschi e dolci e per niente farinosi.



E' la ricetta che per antonomasia il 25 aprile è sulle tavole veneziane: è il piatto che noi tutti mangiamo per San Marco, che mentre per il resto d'Italia rappresenta la festa della liberazione, per noi è la festa del nsotro patrono nonchè del boccolo, in pratica un secondo san Valentino.

Durante la Serenissima eniva organizzata una processione in piazza san Marco, al giorno d'oggi ci limitiamo all'alza bandiera davanti alla basilica.

Tradizione centenaria vuole che il 25 aprile a Venezia, festa di san Marco (che dal dopoguerra casualmente coincide con la festa della Liberazione dell'Italia dal nazifascismo), a fidanzate e mogli venga offerto un bocciolo (in veneto bòcolo) di rosa rossa, in segno d'amore.
L'usanza nasce dalla leggenda di Maria, figlia del Doge, che si innamorò ricambiata del giovane Tancredi. Il sentimento dei due giovani era osteggiato dal padre di Maria, che non avrebbe permesso un tale matrimonio.
Maria chiese a Tancredi di andare a combattere contro gli arabi in Spagna con l'esercito di Carlo Magno, per guadagnare fama: il padre così non avrebbe più potuto opporsi al loro amore. Tancredi partì e si coprì di gloria in guerra.
Un triste giorno arrivarono a Venezia cavalieri francesi guidati dal famoso Orlando, eroe della battaglia del 778 a Roncisvalle. Cercarono di Maria e le annunziarono la morte di Tancredi. Colpito dal nemico, era caduto sanguinante sopra un rosaio. Prima di spirare, aveva colto un fiore e pregato l'amico Orlando di portarlo a Venezia alla sua amata Maria.
Maria prese la rosa tinta ancora del sangue del suo Tancredi e restò muta nel suo dolore. Il giorno dopo, festa di san Marco, fu trovata morta con l'insanguinato fiore sul cuore.

Da quella volta il bocciolo di rosa viene offerto alle donne nel giorno di san Marco quale simbolo d'amore vero, imperituro

Per 4 persone mediamente

500 gr di piselli freschi
350 gr di riso Carnaroli
(eventuali modifiche dell'entroterra 200 gr di salsiccia o di prosciutto cotto)
cipolla bianca
olio evo
brodo di verdure 
formaggio grattuggiato

La preparazione è quella di un normale risotto.
Si parte soffriggendo la cipolla in poco olio di oliva fino a farla imbiondire, e se si ha la fortuna di trovare la salsiccia grassa trevisana che praticamente era un battuto di lardo tanto di guadagnato per il soffritto di cipolla)

per capirci ho cercato una foto da internet e la ho trovata.
La differenza è data dalla diversa composizione rispetto alle altre salsiccie che si trovano in commercio, infatti contiene una maggiore componente grassa derivante dalle carni del collo e del guanciale

Si devono pulire i piselli senza avere la tentazione di mangiarli durante la sgranatura, se sono buoni è ben difficile trattenersi.

Mia nonna che aveva vissuto due guerre non buttava via nulla e i bacelli dei piselli li bolliva facendone un brodo vegetale che utilizzava durante la cottura del riso.
I bacelli poi li aggiungeva al minestrone, ma questa è un'altra storia.
Tornando alla nostra ricetta, dopo aver soffritto la cipolla si aggiunge il riso e si fa tostare, poi si aggiungono i piselli con un po' di acqua di cottura e ogni volta che l'acqua precedente è incorporata se ne aggiunge di nuova fino alla cottura del riso che va ALL'ONDA non fisso, in pratica è poco più fisso di una minestra.


lunedì 11 settembre 2017

saor a non finire - melanzane

Come dicevo qualche giorno il freezer rotto aveva fornito materiale per parecchi pasti, e allora per non piangere poco ho tagliato moooolte cipolle, almeno se piagno... piango per una giusta causa.




Tanto più che le cipolle me le taglia in roboto da cucina per cui le lacrime versate sono in parte di coccodrillo perchè ci sono solo quando apro il robot per svuotarlo e metterle a cucinare.

In sè il piatto non è difficile, è solo questione di assemblare bene le cose e dosare i gusti.
In questo non ho messo nè uvette o pinoli come invece faccio per quello di pesce, ma ho assemblato gli strati come si suol dire in "purezza".

Ho utilizzato le melanzane alla griglia perchè in estate mi piace mangiare leggero anche se secondo me è meglio preparle fritte in questo modo resterebbero più morbide.

O si utilizzano le melanzane grigliate surgelate, (ovviamente scongelate) ma io ho utilizzato quelle fresche e le ho tagliate a rondelle, poi le ho salate e le ho lasciate e sgocciolare qualche ora.

Ho iniziato a grigliarle in una bistecchiera in ghisa bella rovente e poi ho stratificato con le cipolle cotte con aceto bianco.

Pronte da mangiare dopo 3 o 4 giorni non prima.

Nulla di più semplice!!!!