mercoledì 10 febbraio 2016

Crostata con crema di nocciole e crumble con amaretto e marmellata di mele cotogne

A volte mi viene anche la voglia di preparare i dolci, malgrado il mio forno non me lo consenta molto.

La base è una normalissima frolla pesa dal blog dei Fables de Sucre presa da una ricetta di Montesrino, il ripieno una delle tante creme gianduia in commercio (meglio se senza olio di palma!) e coperchio invece è una mia improvvisazione del momento.
Con la ricetta della frolla viene un panetto da circa un kilo e io ne ho usato una buona 3/4, surgelando il rimanente.

In un robot da cucina tritare gli amaretti e aggiungere la frolla con 3 o 4 cucchiaini di marmellata di mele cotogne (che avevo preparato qualche mese fa).



L'impasto risulta granuloso, se è troppo bagnato correggere con un cucchiaio di farine di riso così conferisce molta friabilità.
La torta si compone a strati e l'ultimo è solo questione di sbriciolare la massa sopra la torta.

30 minuti in forno a 180°

martedì 9 febbraio 2016

Ragù di guance di manzo

Come spesso racconto a casa mia piace cucinare e una delle nostre ricette preferite è appunto il ragù preparato con le guance di vitello e se mancano di manzo.
E' un taglio di muscolo, con fibre grossolane miste con molto grasso e tessuto connettivo e proprio per questo motivo chiede cotture lunghe tipo i brasati o gli spezzatini.

Per preparare il ragù di solito io trovo dal mio macellaio il taglio già pulito, ossia senza quella specie di barba bianca che la ricopre da una parte.

Come prima cosa si mette a soffriggere una bella cipolla con poco olio e del vino e uno spicchio d'aglio.

Nel frattempo si taglia prima a striscioline e poi a cubetti la polpa della guancia e di solito per una guancia ci impiego sicuri 20 minuti, così nel frattempo la cipolla e l'aglio sono ben cotti.
Questa ho volta ho cercato di sgrassare molto la carne prendendo i pezzi di grasso come base per la cottura della cipolla e li ho levati quando avevano prodotto il grasso per il fondo di cottura.


Premetto che in questo caso elimino la proverbiale anima dell'aglio perchè mi piace che si senta il gusto in questo piatto, e poi con un frullatore a immersione trito aglio e cipolla per poi passarli in un colino, eliminando in questo modo tutte le fibre e i filamenti lasciando solo la polpa saporita.

Quando anche questo passaggio è pronto allora verso in pentola la carne e anche per questa cottura ho utilizzato le casseruole Le Creuset in ghisa.
Aggiustare di sale, una o due foglie di alloro che poi vanno levate, e il pepe alla fine.
Cuocendo a fiamma debole e molto tempo non servono tanti liquidi, per cui aggiungo solo qualche cucchiaiata di passata di pomodoro e metto il coperchio in modo da mantenere l'umidità dentro la pentola e passare subito all'evaporazione dei liquidi.

Il tempo di cottura dipende dall'età dell'animale e da quanto piccoli erano i pezzi di carne, ma di media 3 orette ci vogliono tutte.


venerdì 29 gennaio 2016

Grissini a lievitazione naturale

Rinfrescando molto spesso la pasta madre mi trovo sempre con tantissimo esubero.
A volte non so cosa farne ma tempo fa mi sono ricordata di questa ricetta di grissini che mi era sembrata semplicissima e ho voluto provarla.
Direi che non sono venuti cattivi specie se si mettono spezie nell'impasto, unica nota un po' dolente è che sono molto duri e poco friabili, ma devo proprio dire che la promuovo.


Ingredienti:
200 gr pasta madre, 

3400 gr farina, 
20 gr sale, 
40 gr olio,
acqua q.b. ad ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso.

Si impasta il tutto e si stende la pasta ottenuta in un rettangolo, che poi andrà lasciato riposare per almeno 3 ore direttamente sulla teglia con la carta da forno.

Passate le 3 ore si tagliano le striscioline di almeno 1 cm, io li ho tirati un pochino con le mani e si inforna in forno a 200° per almeno 40 minuti ma dipende dal forno.




giovedì 28 gennaio 2016

giovedì gnocchi


Poichè mi piaccio tantissimo le tradizioni popolari a volte vado in cerca delle motivazioni dalle quali traggono origine.

Anni fa, ho vissuto un anno a Roma e lì c'era un detto

Giovedì gnocchi, Venerdi pesce (o anche "ceci e baccalà"), Sabato Trippa

Il detto risale fin ai primi cristiani sbarcati a Roma, quando per contrastare il lassismo dilagante e tutti i banchetti che si tenevano di continuo sui triclini, avevano iniziato a promulgare il venerdì di magro.
In realtà secondo me era per preparasi ai pranzi del fine settimana ma sta di fatto che ancora oggi in teoria il venerdì è un giorno di magro.

Mi ricordo che quando ero piccola nelle giornate di vigilia, piuttosto che i venerdì di Quaresima, i macellai era proprio chiusi, ora manca poco che i negozi siano aperti anche di notte....

Per noi veneziani mangiare pesce di certo non era un caso isolato avendone sempre a disposizione.
Tante volte mangiare di magro per cui idealmente mangiare pesce, non era proprio per noi non era una vera e propria penitenza per cui tante volte a casa mia si cercava di rinunciare a qualche altra cosa e tante volte di riducevamo a mangiare formaggio piuttosto che verdura.
Per cui se il venerdì prevedeva "pesce" il giovedì spesso e volentieri mangiavamo gnocchi anche se non siamo romani.

Principalmente gnocchi di patate, ma sono composti di molti altri ingredienti: pane raffermo, farine, polenta, ricotta e così via.

Lessare le patate, io sconsiglio ammollate in acqua perchè se anche sono le buone olandesi vecchie e farinose tendono comunque ad assorbire molta acqua, per cui ben venga una cottura al vapore piuttosto che la cottura in forno a micro onde.
Pelarle ancora calde e passarle sullo schiaccia patate.
Di norma per un kilo di patate io metto un uovo intero, sale, e inizio a impastare con un po' di farina alla volta, a me  piacciono tendenti al morbido a mio marito invece più sodi.. mai una volta che io intivi.



in mancanza di una sana grattugia per il formaggio da utilizzare sul retro per creare degli gnocchi a rombetti ho usato una forchetta.




Gli gnocchi sono pronti quando una volta immersi nell'acqua tornano a galla... scolare bene e servire a piacimento.
In alternativa si possono congelare senza però averli cotti, ossia ancora crudi.